Il bello di essere diversi


Seduti attorno ad un tavolo, in un bar, ristorante o nell’intimità della casa di un amico. Tutti hanno gli stessi interessi: un nuovo programma tv, una moda o uno sport di tendenza. A te non solo non interessa nulla di tutto ciò, ma te ne stai lì zitto da un’ora aspettando che qualcuno cambi argomento. Perché tu non hai la benché minima idea della motivazione che ha portato tutti ad essere così attirati dalla cosa, e semplicemente vorresti essere altrove.


 


È difficile fare parte di un “gruppo” quando si è diversi, non si viene capiti, a volte non si viene accettati.


Le persone che abbiamo accanto sono troppo prese dalle loro cose comuni per dare retta a chi differisce da loro. Non sto condannando chi non è come me ma chi non si sforza di capire anche me.


Per troppo tempo sono stata nel mezzo, ho cercato di adattarmi ad un gruppo per non essere sola. Senza mai rinnegarmi, ma trascurando il mio essere.


 


Essere attorniati da molte persone è sicuramente bello, si cresce insieme e ci si supporta, si fanno esperienze sulle quali ci si può confrontare positivamente. Ma cosa succede quando la tua vita cambia e le persone che ti circondano non cambiano con te? Quando smettono di gioire per i tuoi successi e la comprensione reciproca lascia il posto ad un pizzico di invidia? L’affetto per l’amicizia resta, ma qualcosa cambia inevitabilmente.


 


Quando ci si trova in una situazione di disagio affettivo come questa, la delusione prende il sopravvento.


Perché delle persone amiche non dovrebbero comprendere il nostro essere cambiati, pur essendo a conoscenza del nostro percorso? Ci si sente delusi perché ti accorgi che le persone con cui vorresti condividere i tuoi successi non vogliono prendere parte alla tua felicità. Ti escludono. Si compiacciono dei loro interessi comuni, di quella felicità temporanea.


 


Come fare per non perdere la positività per la vita che abbiamo conquistato con tanta fatica?


 


Non bisogna essere categorici e tagliare i ponti con tutti solo perché siamo rimasti delusi. Possiamo di certo ridimensionare la nostra amicizia e smettere di dare incondizionatamente. Cercare di dare, per quanto possiamo dare, e in base anche a quanto riceviamo.


 


L’essere diversi per molti versi è anche essere selettivi. Con le persone che ci circondano, nelle amicizie. Chi è “diversamente amico” tende a dare tutto ad un ristretto numero di persone, e quando si viene feriti ci si sente profondamente delusi e soli. Ma bisogna anche saper perdonare e guardare aventi.


 


Una vita di delusioni? No, grazie! Soprattutto quando si trova una persona con la quale essere diversi insieme. Che sia un amico o un compagno o una compagna.


 


Non possiamo essere tutti uguali, ed è bello così altrimenti che noia! Dovremmo imparare ad avere più rispetto della diversità altrui e non escludere la possibilità di cambiare noi stessi idea su alcuni aspetti della vita che abbiamo sempre ritenuto non adatti a noi.

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